Epitaffio: origini e caratteristiche dell’iscrizione tombale

Nov 14, 2022

La commemorazione del defunto avviene anche attraverso un’incisione scritta sulla sua lapide, che ne rinnovi il ricordo anno dopo anno e con parole e citazioni simboliche.

La storia dell’epitaffio affonda le sue radici nell’antica Grecia, ma in epoca contemporanea viene utilizzato come iscrizione tombale per ricordare chi non c’è più attraverso una dedica scritta, che rispecchi al meglio i tratti caratterizzanti del defunto.

Storia e tradizione dell’epitaffio, dall’antica Grecia ad oggi

L’epitaffio è un’iscrizione funebre che ha lo scopo principale di onorare e ricordare il defunto.

In epoca contemporanea si tratta di una frase incisa sulla lapide della persona che non c’è più, attraverso una frase simbolica, una citazione religiosa o un ricordo in parole dei suoi tratti caratteristici. 

Tuttavia la sua storia e le sue origini affondano le proprie radici nell’antica Grecia, dove l’epitaffio era inteso come un’orazione funebre pubblica pronunciata in occasione della sepoltura di un defunto, tradizionalmente in onore dei soldati caduti.

L’evoluzione dell’epitaffio prosegue nell’antica Roma quando, al posto di un’orazione pubblica, veniva inteso come una lode pubblica pronunciata da un figlio o da un parente del morto.

In epoca contemporanea, invece, l’epitaffio non viene inteso come un’orazione ma come un prodotto scritto, un’incisione sulla tomba del defunto per commemorarne il ricordo attraverso parole simboliche e significative.

L’obiettivo non è solo quello di rendere onore alla persona che ci ha lasciati, ma anche quello di rinnovarne il ricordo anno dopo anno attraverso una citazione, una frase, poche semplici parole che lo rappresentino e ne omaggino la memoria.

Come scrivere l’epitaffio per onorare e ricordare il defunto

Il principale obiettivo dell’epitaffio è quello di ricordare il defunto, pertanto occorre focalizzarsi sulla persona deceduta per scegliere la miglior iscrizione tombale da incidere sulla lapide.

L’epitaffio, per esempio, può raccontare il defunto, i suoi tratti caratterizzanti, le gesta compiute in vita, i pregi che tutti si ricorderanno o il ruolo che la persona in questione ha ricoperto nella sua cerchia familiare o di amicizie.

Si può optare per citazioni religiose ispirate ai racconti del Vangelo, soprattutto se la persona che non c’è più era devota alla fede.

Se si tratta di figure che hanno rappresentato la colonna portante della famiglia — come bisnonni, nonni o genitori — il loro ricordo può essere onorato in molti modi: raccontando il ruolo che hanno ricoperto in famiglia, gli insegnamenti di vita, le tradizioni trasmesse alle generazioni successive e i tratti del carattere che li hanno contraddistinti, come la generosità, la sensibilità, la determinazione e il coraggio. In questo modo, si eternano nel tempo e vengono omaggiati attraverso le testimonianze d’affetto di chi ha voluto loro bene.

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